GENNARO DELLA MONICA E LA SCUOLA NAPOLETANA
Sarà inaugurata sabato 8 ottobre 2005,
nell’autorevole sede di Castel dell’Ovo (Napoli), la
mostra, curata dal Prof. Cosimo Savastano, del maestro
Gennaro Della Monica.
Un evento “nato” dallo
splendido sodalizio di due città, Teramo e Napoli,
così diverse tra loro ma entrambe legate al grande
artista cui la prima diede i natali e la seconda
ospitalità (il padre, anch’egli pittore, fu, infatti,
cacciato per le sue idee politiche liberali e trovò
rifugio nel comune partenopeo), ed al quale hanno dato
il loro contributo, tra gli altri, l’Associazione
Collurania di Teramo, la Regione Campania ed il gruppo
Autogrill Spa.
Scopo principale di quest’appuntamento
è, come sostiene Vincenzo Cerulli Irelli nel catalogo
Gennaro Della Monica. 1836-1917, edito per
l’occasione dalla Edigrafital Srl, è quello di
valorizzare tutte le manifestazioni d’ingegno, d’arte,
di letteratura, ecc., che la città e la provincia
teramana tutta hanno prodotto negli ultimi secoli. E
Gennaro della Monica è uno dei più importanti artisti
della scuola napoletana del secondo ‘800.
Questa
mostra segue, precisa il sindaco del centro abruzzese
sul catalogo prima citato, ad una analoga esposizione
allestita nella Pinacoteca Civica di Teramo e
completa, prosegue Chiodi, l’ambizioso progetto volto
a favorire una riflessione sull’opera di colui che
definisce “il ‘nostro’ Della Monica” (proprio in
riferimento alla sua città natale) nei cui lavori è
ben visibile il suo amore per la provincia teramana.
Una pittura la sua nella quale giocano
un ruolo fondamentale il segno e la luce, che danno
vita, così, a superfici misteriose ed a creazioni
artistiche evocanti metamorfosi materiche dove è
acuto, sostiene Paola Di Felice (Direttrice della
mostra) nel catalogo Edigrafital, il senso del
rapporto fra i valori e la proprietà intrinseca della
materia quale elemento di natura, sviluppata in una
trama compositiva e coloristica attivamente dinamica e
luministica.
Ma, asserisce il Prof. Savastano nel
medesimo catalogo, il merito maggiore di Della Monica,
sia come pittore che come fruitore dell’altrui
creatività, è stato, forse, quello di aver saputo
sempre cogliere il valore estetico dell’arte in sé,
indipendentemente dagli scopi che la determinavano e
dalla specificità del carattere dalla quale veniva
ispirata.